#EuroSocial 2016: i campioni sul web

Social network, sport e tifo virale

 

Cosa rimarrà di questi Europei: i trend principali, gli hashtag più caldi e i temi più chiacchierati.

 

Cristiano Ronaldo o Pogba? Chi si laureerà campione social? Euro 2016 si avvia verso la conclusione e attende di vedere chi alzerà la coppa tra i padroni di casa della Francia e il Portogallo del fuoriclasse del Real Madrid. Aspettando la nazionale vincitrice della finale di Parigi di domenica 10 luglio, è già possibile trarre qualche bilancio su quello che è stato l’evento calcistico continentale più importante dell’anno. Social network e sport è un binomio sempre attuale: diamo un’occhiata a come il web ha vissuto la kermesse francese.

Grandi eventi come questo sono da sempre un polo d’attrazione commerciale fortissimo, nonché una grandissima occasione di aggregazione. Nell’era dei social network, poi, il tutto viene amplificato dai milioni di persone che utilizzano i propri profili virtuali (tra gli altri: Twitter, Facebook, Instagram). Si tifa, si esulta, si discute e si critica in tempo reale tutto ciò che avviene sui campi di gioco e intorno. Si sa, i social sono ormai uno strumento importante ed ampiamente utilizzato per monitorare le tendenze scoprire quali siano gli argomenti più caldi attorno ai quali si discute maggiormente.

 

La nazionale ai tempi di Twitter e Facebook

 


Quello degli hashtag è sempre un indice interessante per farsi un’idea dell’aria che è tirata sulle principali piattaforme, dei temi più trattati e dei tormentoni. Gli Europei francesi hanno rispettato le aspettative: se n’è parlato tanto in tutto il mondo, e l’hashtag #Euro2016 è comparso per l’intero mese nei tweet di milioni di appassionati.

Una particolare attenzione è stata ovviamente riservata alla nazionale azzurra: i ragazzi di Antonio Conte hanno tenuto incollati al televisore e alla tastiera tutta l’Italia, tornata ad affezionarsi ai propri colori grazie allo spirito guerriero di Buffon e compagni. E così, accanto ad #ITA e #vivoazzurro (hashtag ufficiale della Nazionale Italiana), hanno imperversato i vari branded hashtag, come #tifiamoinsieme (di Coca-Cola). O ancora #RaiDireEuropei, che la Rai ha coniato per il programma condotto dalla Gialappa’s Band.

Le partite più sentite e commentate in diretta sono state quella inaugurale (#ItaliaBelgio) e la sfida eterna con i tedeschi (#GermaniaItalia): il match contro i campioni del mondo in carica ha generato un gran numero di interazioni, e sottolineato ancora come #Buffon, #Bonucci e #Chiellini siano gli azzurri più amati dal popolo della rete.

 

Tormentoni e sfottò

 


Il web, si sa, non perdona: basta poco per farsi bersagliare dalla rete, e anche questi Europei non hanno fatto eccezioni. L’ironia è iniziata sotto il segno di #ThiagoMotta, a cui è stata ironicamente (e non) contestata l’assegnazione della prestigiosa maglia numero 10. La rassegna degli sfottò è poi finita con i milioni di post e tweet scagliati contro gli attaccanti azzurri che hanno fallito il penalty contro Neuer e la Germania. Su tutti, i principali social network si sono uniti contro lo strafottente #Pellè e sulla #ZazaDance: i loro errori hanno generato una serie infinita di video, immagini e gif diventate immediatamente virali.

 

Favole e folklore

 


Non solo Italia: i veri vincitori morali degli Europei (e del web) si sono rivelati i tifosi islandesi e quelli irlandesi. L’Islanda è stata la vera rivelazione del torneo, una cenerentola capace di mettersi alle spalle nazionali ben più quotate. I suoi sostenitori, in particolare, hanno emozionato l’Europa con il proprio tifo e soprattutto con il “Geyser Sound”, l’emozionante danza guidata dai calciatori. Inutile dire che il video del rito ha imperversato su tutti i social network.

I fans irlandesi, al già noto grido di #BestFansInTheWorld, si sono invece positivamente distinti portando in giro per la Francia un esempio di tifo corretto, leale e divertente. Le scene dei cori, della serenata cantata ad una ragazza francese e della ninna nanna sussurrata ad un bambino in metropolitana hanno fatto il giro del mondo con milioni di post e twit, sui social network sportivi e non solo.

In un europeo in costante allarme rosso per il rischio di attacchi terroristici e inizialmente funestato dagli scontri violenti tra hooligans, si è trattato di una serie di episodi belli e puliti. Episodi dai quali imparare e per i quali vorremmo che questi #Euro2016 venissero ricordati negli anni futuri.

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