Neuromarketing: l’emozione conta

Cos'è il neuromarketing? Una disciplina che sta rivoluzionando il mondo dell'advertising.

 

Al 95%, l’inconscio decide al posto tuo

 

Sai che ogni tuo acquisto può essere influenzato fino al 95% dall’inconscio, mentre il tuo lato razionale agisce solo per il 5%?
Coca-Cola lo sa: uno studio dimostra che se le persone non sanno cosa stanno bevendo preferiscono la Pepsi, mentre se sono a conoscenza del nome del brand, la bilancia pende chiaramente a favore della Coca-Cola, considerata in questo caso migliore dal 75% dei partecipanti alla ricerca.
Pazzesco, vero? Il potere dell’advertising è veramente enorme, ma per costruire un messaggio pubblicitario efficace è utile conoscere i meccanismi fondamentali che governano la mente umana.

 

Neuromarketing: percezione e brand a confronto

 

Come fare, quindi, a emozionare qualcuno attraverso un’immagine e cinque semplici parole? E quali colori e parole scegliere, per potenziare il potere emotivo di un messaggio promozionale? Sicuramente, saprai che i colori sono in grado di innescare risposte emozionali: tuttavia, sei anche a conoscenza del fatto che i colori avvertiti come piacevoli attivano un rilascio di endorfine, generando uno stato fisico di maggior piacere?
Le risposte a tutte queste domande ce le fornisce il neuromarketing, disciplina affascinante nata pochi anni fa dalla fusione tra il marketing tradizionale, la neurologia e la psicologia. Il termine è stato coniato da Ale Smidts nel 2002, e da quel momento in avanti i centri di ricerca che se ne sono occupati sono cresciuti in maniera esponenziale, coinvolgendo nello studio dei processi decisionali umani le università più importanti del mondo. Gli studiosi di neuromarketing utilizzano quotidianamente mezzi come le analisi dei movimenti oculari, le elettroencefalografie e le scansioni cerebrali, per analizzare le scelte d’acquisto e definire dei tratti comportamentali comuni.

 

Dimmi cosa compri e ti dirò chi sei

 

I risultati ottenuti da questi studi stanno influenzando sempre di più il mondo dei consumi e dell’advertising: tanto per citare un esempio, sai che il frame, ovvero il “contesto” in cui è presentata una questione, può determinare o impedire l’acquisto di un prodotto? Quindi, fai attenzione alle parole che usi per i tuoi messaggi pubblicitari!
Ancora, mai sentito parlare di “avversione alle perdite”? È la famosa teoria elaborata da Kahneman e Tversky, secondo cui ogni individuo è doppiamente motivato ad evitare una perdita piuttosto che a realizzare un guadagno. Quante volte, al supermercato, mettete nel carrello articoli in offerta senza nemmeno guardarne il prezzo?
Se questi argomenti iniziano a stuzzicarti, nei prossimi giorni approfondiremo alcuni segreti del mondo del neuromarketing. Ti basta mettere un like alla nostra pagina FB per non perdertene nemmeno uno!
 Neuromarketing: il colore influenza gli acquisti

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